Per muoversi nel mondo del progetto è necessario un mutamento di prospettiva, che riconosca il lungo percorso compiuto dal design, strutturatosi nel tempo come una specifica attività professionale e un’autonoma disciplina intellettuale.
Oggi il design non può essere interpretato come tecnica stilistica relativa alla conformazione dei prodotti, ma deve essere concepito come un’attività complessa e affascinante che contribuisce, sul piano strategico, all’orientamento di forma e significato della produzione industriale e, sul piano culturale, alla elaborazione di differenti visioni dell’estetica e della società.
Il corso si configura come un itinerario di esperienza di ricerca e di progetto, che non solo fornisca gli strumenti per il come fare, ma aiuti ciascuno a trovare individualmente le ragioni del perché fare.
In questa prospettiva una particolare attenzione viene dedicata ai seguenti punti:
- l’attivazione nell’allievo, oltre all’attitudine al problem solving, tipica della cultura del progetto, di una disposizione al problem setting, in cui le conoscenze operative man mano acquisite siano inserite in un’autonoma capacità di elaborazione critica;
- l’approfondimento delle poetiche attraverso l’esercizio alla lettura e alla pratica dei significati della forma, delle icone e dell’immagine dei prodotti, per lo sviluppo di un linguaggio espressivo individuale;
- la formazione di una personale capacità di ricerca che completi l’esame dei temi di progetto;
- il potenziamento di un’attitudine alla design direction, ossia di quella capacità di integrare le scelte di progetto di un prodotto o di un servizio in una più ampia visione dei processi di management e in un progetto strategico d’impresa che tenga conto di tutti gli aspetti materiali e immateriali dell’offerta (comunicazione, distribuzione, servizio, corporate identity, relazione).